
Franceschini segretario di FdI e assessore ai lavori pubblici al Comune di Biella, ha pensato di irrompere nel torpore politico autunnale dando prova muscolare, rovesciando le criticità alle quali non riesce dar risposta, addossando le responsabilità, non alle manifeste incapacità nell’amministrare la Città, ma ai Sindaci del passato. Mossa abbastanza utilizzata in politica, ma quasi sempre più dannosa che utile. Quando si spara il letame con il ventilatore, gli schizzi volano non solo (ovviamente) sul sottoscritto e su Cavicchioli, ma si trasforma in fuoco amico attaccando così gli alleati Gentile e Corradino, che rispettivamente avevano come protagonisti assessori ai lavori pubblici due “fratellissimi” doc: Delmastro e Zappala’ (ricordiamo i 40 milioni andati persi), rei secondo il Franceschini pensiero, di aver fatto girare i pollici nel corso dei loro mandati. Un piccolo terremoto nella destra in città, ma subito si è corso a riparare le crepe con lo stucco: “Hanno capito male “. Rimane invece la fotografia impietosa di una città che meriterebbe davvero un’altra gestione. Funivie di Oropa chiuse . Funicolare chiusa . Teatro chiuso. Museo del territorio chiuso . Ospedale vecchio promesse sfumate . Parcheggio del Bellone, quello che chiamavano “cattedrale nel deserto “, in stato di abbandono. Strade piene di buchi, attraversamenti pericolosi poco segnalati. Un ponte inagibile a Chiavazza e l’altro della tangenziale senza interventi di consolidamento da due anni , nonostante il patimento di un’estate intera, quella del 2023, ad aspettare la conclusione di lavori che potevano essere realizzati conclusi in due settimane anziché in due mesi. E ora senza pudore si chiedono nuovamente altri sacrifici e disagi ai cittadini. Ferrovie e autostrade al palo e si vive di rendita sui progetti del lustro Chiamparino 2014/ 2019. Intanto aumentano il numero dei pendolari sempre più in difficoltà.
Le sparate alla destra non vengono bene, quello che voleva essere un segno di forza è stata un’ennesima dimostrazione di inadeguatezza. Non sono sufficienti le corse ciclistiche milionarie o altri eventi sporadici per accontentare le persone, la città è ferma e senza pianificazione. Non sempre pagano panem (poco) et circenses (poco pure quello e costoso). Ecco una piccola cruda e reale sintesi delle criticità da mettersi in agenda urgentemente assessore per poter dimostrare le sue, per ora celate, capacità e guardare avanti. Sputare contro vento non è mai buona cosa.
Vittorio Barazzotto