Quando il rimedio rischia di essere peggiore del male

Per il Comune di Biella spostare il mercato ai giardini Zumaglini farà rivivere il centro e questa sembra più una convinzione basata su un atto di fede che di ragione.

Non condivido questa scelta e ne spiego i motivi.

I giardini del centro, progettati dal celebre botanico Giuseppe Zumaglini, non sono semplicemente uno spazio libero da utilizzare secondo le esigenze del momento, ma fanno parte dell’identità di Biella e disegnano uno degli scorci più belli del centro. Il trasferimento avverrebbe in modo traumatico, dovrebbero essere eliminati diversi alberi per fare spazio alle bancarelle e in un’estate caratterizzata da temperature eccezionali, si dovrebbero cercare soluzioni per aumentare le superfici verdi, non per cementificare altro suolo.

Inoltre, un giardino storico, nato come luogo di passeggio, incontro e svago non è la sede più adatta per ospitare stabilmente un mercato, che genera scarti, rifiuti e scarichi da gestire per non creare molestie.

Ci sono poi aspetti più pratici: Il mercato attuale vive anche grazie alla sua comodità, alla disponibilità di parcheggi che nella nuova collocazione sarebbe molto più limitata e se fare la spesa diventasse più complicato, parte dell’attuale clientela rinuncerebbe semplicemente a frequentarlo.

Con un costo minore si potrebbe ottenere un risultato migliore, riqualificando gli spazi attuali per renderli più accoglienti e funzionali, magari coinvolgendo gli stessi ambulanti. Si potrebbe puntare su un’immagine coordinata delle bancarelle, aree di servizio curate e iniziative collaterali che potrebbero trasformarlo in un punto più attrattivo.

Cambiare non è sempre sinonimo di progredire. Talvolta il vero progresso consiste nel valorizzare ciò che già funziona, correggendone i limiti con intelligenza e buon senso.

Biella ha certamente bisogno di un centro più vivo e attrattivo, ma per raggiungere questo obiettivo servono una visione complessiva, scelte supportate da analisi e un confronto aperto con la città. Biella non si rilancia spostando un mercato, ma costruendo progetti credibili che non sacrifichino il suo patrimonio storico, ambientale e identitario.

Vittorio Barazzotto