Sarà Natale tutto l’anno

E’ sempre festa: dopo Halloween siamo passati direttamente al clima natalizio. Dal 2 novembre i panettoni sono sugli scaffali dei supermercati e i centri commerciali pieni di luci, di elfi e di simboli nordici, perché le decorazioni nostrane ormai sono fuori moda. Abbiamo dimenticato le nostre tradizioni per lasciare il posto solo ad un consumismo sempre più dilagante, alla necessità continua di comprare, consumare per poi ricomprare ancora.

Strano perché i nostri Comuni, Regioni, Governo , guidati in maggioranza dal centro destra, che hanno fatto della salvaguardia delle tradizioni un’arma vincente alle urne, non sembrano voler contrastare in alcun modo questo continuo allontanamento dai valori alla base della nostra storia.   Ci si ricorda di Dio, Patria e Famiglia solo in campagna elettorale, ma quando si tratta di elargire benedizioni laiche che si manifestano in patrocini allora non si nega nulla per qualsiasi manifestazione e poi si vedrà alla prossima kermesse elettorale.

Abbiamo perso la capacità di attendere, di onorare per saper apprezzare davvero una festa.

In questa continua ricerca di svago, di vortice di finta allegria dove il sacro e il profano si miscelano, ci disperdiamo in una follia collettiva senza più sapere da dove arriviamo e soprattutto dove andiamo. Qualche giorno fa in occasione della prima apertura di un nuovo negozio di una famosa catena di distribuzione i dipendenti hanno accolto i clienti, che bivaccavano da ore in attesa dell’evento, con bandierine e balli di gruppo. Una sorta di gioia e di euforia mattutina.  Riguardare le immagini riprese sui social mette un po’ di tristezza. Per riflettere sul perimetro ambientale che stiamo vivendo, suggerisco due testi delle canzoni di uno che guardava lontano e mai come ora, dopo 50 anni sintetizza l’attualità che ho tentato di descrivere: Giorgio Gaber in Far finta di essere sani e Festa.

Vittorio Barazzotto