
Il rischio di estinzione del lupo ci ha tormentato per anni, mentre ora la sua ricomparsa ci preoccupa così tanto, da renderlo cacciabile. In Regione Piemonte è stato proposto un piano di controllo numerico, con una previsione di dimezzamento immediato e poi di un mantenimento annuale.
Oltre alle mie incrollabili convinzioni animaliste, ci sono dati che dimostrano che l’abbattimento dei lupi non è per forza la soluzione migliore, anzi. I lupi sono i predatori naturali di cinghiali e caprioli e preferiscono sempre le prede selvatiche al bestiame.
Secondo Coldiretti, la fauna selvatica lo scorso anno ha causato danni all’agricoltura piemontese per oltre 4 milioni e mezzo di euro. I danni principali sono causati dai cinghiali, a cui seguono i caprioli. I costi per la mancata gestione di questo problema sono alti e collettivi.
La caccia non è sempre la soluzione: pensiamo al cinghiale che, nonostante le attività venatorie, non se ne contiene l’espansione. Certo che se un gregge viene lasciato privo di sorveglianza e’ a rischio , ma se custodito anche solo da cani cambia la situazione. Poi abbiamo pastori che svolgono per passione e sacrificio un lavoro stupendo con migliaia di capi , limitando le perdite veramente al minimo.
Altri pastori invece sfruttano situazione per avere indennizzi. Oppure quelli che si sono improvvisati qualche anno fa , portando animali mucche, cavalli , asini , lasciati nelle nostre colline allo stato brado, crepare non per mano dei lupi ma dalle sete e dalla fame .
Possibile che non si voglia trovare un equilibrio con la natura senza dover sempre piegarla e violentarla alle nostre aspettative?
Vittorio Barazzotto