Colori e fermento

Sembra un paradosso quanto successo la settimana scorsa a Bielmonte. Dopo anni spesi a promuovere il territorio, grazie sicuramente alla grande occasione dell’adunata degli Alpini, lungo la strada del Bocchetto Sessera il traffico è andato in tilt, auto bloccate, persone ferme per ore e hanno dovuto   intervenire  le  forze dell’ordine. 

Il Biellese paga un ritardo che non si può più nascondere. Le funivie di Oropa, la funicolare del Piazzo sono ricordi lontani e, a ben vedere il resto del Piemonte, non siamo messi bene con la gestione degli impianti a fune, dopo l’episodio di Macugnaga. 

Se nella storia del tessile siamo stati capaci di lasciare un segno profondo in Italia e nel mondo, sul turismo continuiamo a non raggiungere nemmeno la sufficienza. Non è una questione di destra o di sinistra, ma di mancanza di visione, di cura, di amore per la propria città.

E non si può nemmeno dire che il confronto politico aiuti davvero. Una maggioranza che se la suona e se la canta, chiusa in una sua beata presunzione, senza un progetto sul lungo periodo. Un’opposizione più grintosa servirebbe, non per il gusto di contrapporsi, ma per costruire qualcosa di migliore. Ciò che sembra mancare, invece, è una reale passione condivisa per questa città. La cultura è cannibalizzata, concentrata su un solo fronte, quando dovrebbe essere pluralità, fermento, energia, spazi, anche e non solo per i giovani artisti.

Per il 2026 speriamo in più ascolto, più umiltà, più studio e più cultura. Meno slogan e molta più efficacia. Le intelligenze non mancano: vanno solo messe insieme e valorizzate. Perché continuare a presentarci impreparati, fuori tempo, significa solo collezionare brutte figure, anche oltre i nostri confini. E a quel punto, forse, sarebbe meglio fermarsi davvero a riflettere, prima di ripartire.

Il Biellese merita di riemergere, di tornare vivo, di far esplodere le sue potenzialità artistiche, teatrali, musicali oltre che produttive . Avrebbe bisogno di gioia, di colori, di entusiasmo. Solo cosi potremo  essere attrattivi . 

Vittorio Barazzotto